Muscoli: il corpo ti parla

I muscoli hanno un significato più ampio nella pratica della Kinesiologia Specializzata. La caratteristica che differenzia la Kinesiologia, sia Applicata che Specializzata, da altre discipline Bio Naturali, o da altri metodi olistici, è la possibilità di dialogare con il corpo utilizzando i muscoli come indicatori di stress a vari livelli e come indicatori di cosa il corpo ha bisogno per alleviare questi stress.

I muscoli diventano così una ‘finestra somatica’ che ci permette di evidenziare in quale area intervenire e come intervenire, per permettere al corpo di attivare in modo più efficiente le sue naturali capacità di autoregolazione, ritornando il più possibile ad una condizione di benessere e salute.

Un muscolo non è quindi solo indicatore di squilibri strutturali circoscritti ad esso, ma permette anche di evidenziare stress in altre aree del corpo e a diversi livelli: strutturale, emotivo, biochimico ed energetico.

Attraverso l’uso dei Riflessi Neurolinfatici, il Dr. George Goodheart, padre della Kinesiologia Applicata, ha potuto stabilire un collegamento fra i muscoli del corpo e i vari organi e ghiandole ponendo le basi di una più profonda connessione tra l’aspetto somatico e viscerale. Successivamente il Dr. Goodheart ha integrato, in questa relazione, l’aspetto energetico proveniente dalla Medicina Cinese, mettendo in correlazione i muscoli con i canali energetici del corpo.

Questa triade, Muscolo-Organo-Meridiano, è una delle basi di lavoro della Kinesiologia Specializzata; non deve essere vista come una relazione rigida, ma come punto di riferimento all’indagine energetico-funzionale messa in campo attraverso il Test Muscolare.

La possibilità di poter dialogare con il corpo attraverso il Test Muscolare è l’aspetto più potente di questo metodo, perché si può riuscire a risalire alle cause di uno squilibrio e a porvi rimedio senza focalizzarsi esclusivamente sui sintomi. Il riequilibrio di Kinesiologia Specializzata, infatti, si concentra sulla persona e non sul sintomo, lavorando in modo olistico risalendo anche alle cause dell’eventuale disagio.

Un fattore importante per una corretta indagine energetico-funzionale è la giusta esecuzione e la giusta interpretazione dei Test Muscolari, che necessita studio e pratica ma sopratutto attenzione e ascolto della risposta del corpo. Naturalmente, utilizziamo i muscoli come ‘strumenti’, ma quello che noi valutiamo veramente, è la risposta del Sistema Nervoso. Il tono basale di un muscolo e il suo livello di contrazione, vengono regolati dal Sistema Nervoso. In questo senso, il test muscolare è un test neurologico manuale, dove si valuta la capacità del sistema nervoso di regolare efficacemente il muscolo per sostenere un aumento di carico (pressione) e permettere ad esso di mantenere la sua posizione senza sforzo. Se ciò non avviene, è necessario indagare cosa porta squilibrio al circuito e porvi rimedio.

L’indagine energetico-funzionale svolta con il Test Muscolare è completata da contatti su zone del corpo e da provocazioni (challenges, in inglese) che sfidano il sistema nervoso ed evidenziano un relativo stress.

Ad esempio, possiamo toccare un riflesso sul corpo e vedere se questo cambia la risposta del muscolo, oppure possiamo applicare una leggera spinta in varie direzioni su una vertebra o su altre ossa del corpo e vedere se questo stimolo porta un peggioramento della risposta al Test.

Le possibilità sono molteplici: anche l’udire una parola o pensare ad una situazione, o ad una persona, possono cambiare drasticamente la risposta del test. In questo caso è necessario contestualizzare il significato della risposta, in modo da aumentare la consapevolezza della persona, al fine di capire quali cambiamenti effettuare per poter cambiare in meglio la situazione.

La possibilità di dialogare attraverso i muscoli è il fondamento del metodo, le modalità di intervento per alleviare il disagio sono molteplici e dipendono dal tipo di stress evidenziato e da ciò che il corpo preferisce al momento. Nel corso degli anni, a cominciare dagli anni ’60 del 900, sono state introdotte nella pratica kinesiologica differenti tecniche correttive che intervengono in ambito strutturale, biochimico, emozionale ed energetico.

Consapevolezza Alimentare

La valutazione kinesiologica di alimenti, tramite il Test Muscolare Manuale, è una parte importante del riequilibrio di Kinesiologia Specializzata. Spesso il corpo ci evidenzia la necessità di valutare l’alimentazione della persona, indipendentemente dal tipo di disagio che essa lamenta. E’ facile, infatti, che uno stress alimentare, che genera squilibrio all’intestino tenue, possa enfatizzare lo stress emotivo o generare problematiche strutturali, dovute a squilibri muscolari originati da questi stress.

In Kinesiologia Specializzata non si effettua la valutazione a tappeto delle ‘intolleranze alimentari’, ma ci si concentra su alcuni alimenti specifici, su indicazione della persona, che si sospetta possano creare problemi. Al contrario, si può anche valutare la necessità di integrare nella propria alimentazione alimenti che il test muscolare evidenzia come beneifici.

Non si fabbricano ‘diete’ per la persona, ma si valuta esclusivamente la risposta del corpo ad uno specifico alimento oppure ad una combinazione di alimenti. Sono informazioni utili per la persona che sceglierà come integrarle nella sua quotidianità. Da qui il nome “Consapevolezza Alimentare”.

Alimenti biocidi

Chiamiamo ‘alimenti biocidi‘ (un nome forse troppo esagerato, ma indicativo) gli alimenti che stressano il corpo, che possono causare problematiche subito dopo l’assunzione o più avanti nel tempo. Ovviamente, in questa categoria, rientrano anche i cibi ai quali si è allergici pesantemente, ma in questo caso il test ha poco senso, considerando la palese reazione del corpo ad essi. Questi alimenti vanno sicuramente evitati.

Gli alimenti al quali siamo sensibili, ma che non manifestano un problema che possiamo immediatamente collegare ad essi, sono valutati con il test muscolare che indicherà uno stress. Ci sono diversi gradi di sensibilità, e questi alimenti o vanno evitati per un po’ di tempo oppure mangiati esclusivamente ha intervalli abbastanza lunghi.

Spesso, questi alimenti ‘biocidi’, si mostrano tali perché l’energia e le risorse del corpo della persona sono disorganizzate o in squilibrio. Riequilibrando il copro con le tecniche appropriate, questi alimenti non si mostreranno più tali. C’è sempre l’indicazione di non abusarne e separarne l’assunzione almeno ogni 3-4 giorni, per non creare accumulo.

Un’altra cosa che è importante da valutare è la combinazione di un alimento con altri, che potrebbe disorganizzare o meno il corpo.

Alimenti biogeni

Chiamiamo ‘alimenti biogeni‘ gli alimenti che migliorano e riorganizzano l’energia e le risorse del corpo. Possono essere valutati semplicemente come tali, da inserire nella propria alimentazione, oppure in relazione a stress specifici, come uno squilibrio dell’area di intestino tenue o di stomaco. Sono comunque alimenti importanti da integrare.

Un alimento biogeno può avere un effetto locale o sistemico, così come anche un alimento biocida:

  • Effetto locale: quando solo alcuni settori del corpo ne beneficiano.
  • Effetto sistemico: quando tutto il sistema ne beneficia. Sono alimenti più importanti.

Reset” dello stress dell’alimento

Quando si indaga su un settore specifico del corpo, ad esempio l’aspetto energetico di intestino tenue, oltre a valutare alimenti che causano stress in quell’area specifica, si effettua anche il ‘reset’ dello stress per riequilibrare l’area. Questo può portare ad un cambiamento della risposta del corpo all’alimento, ma questo non significa che si possa assumere con leggerezza: è sempre consigliato provare ad evitarlo per un po’ di tempo.

Stress del cambiamento alimentare

Una volta che sono state evidenziate le informazioni sugli alimenti, segurle sarebbe la cosa giusta da fare. Alla fine, comunque, è resposnabilità della persona decidere se seguire le indicazioni o meno. Qui possono sorgere dei problemi. Spesso per la persona si genera uno stress emotivo in relazione al cambiamento alimentare. Il risultato è che la persona non cambia nulla delle sue vecchie abitudini, oppure ci prova per qualche giorno e alla fine si arrende più stressato di prima.

A questo punto si chiede alla persona di pensare a fare questo cambiamento alimentare e si valuta la presenza o meno di stress emotivo. Se presente, e se la persona vuole fare questo cambiamento, si lavorerà per disinnescare questo stress.

A volte la persona non vuole proprio eliminare dalla sua alimentazione uno o più alimenti biocidi; questo può essere proprio un rifiuto volontario o perché pensa di non essere in grado di farlo. Quest’ultimo caso può nascondere un autosabotaggio che verrà riequilibrato di conseguenza, sempre se la persona da il permesso.

Se proprio la persona non vuole eliminare un alimento biocida dalla dieta, si può verificare se esiste qualche alimento che compensi lo stress del biocida, che si provvederà poi ad integrare.

La valutazione alimentare è molto complessa perchèé non si lascia niente al caso, si cerca di valutare ogni aspetto affinché la persona possa seguire le informazioni ottenute senza entrare in uno stato di stress.

Indicatori fisici dello stress

Se possibile, durante il riequilibrio, si può verificare con l’alimento il cambiamento di alcuni parametri fisici come, ad esempio, il raggio di movimento (ROM) di una parte del corpo e l’intensità di un eventuale dolore. E’ un test dell’alimento senza l’uso del Test Muscolare, semplicemente, tenendo in bocca un pezzettino di alimento, sentendone il sapore, si verifica se questi indicatori cambiano in meglio o in peggio. Un dolore può migliorare o peggiorare, e il ROM migliorare o peggiorare.

Questa è sicuramente un’indicazione oggettiva dell’effetto dell’alimento sul corpo, effetto che cessa nel momento che l’alimento viene ingoiato o espulso.

In studio, si tende ad eseguire la valutazione alimentare con fiale test anziché con l’alimento vero, ed è impossibile eseguire questo tipo di valutazione. Con l’alimento vero la valutazione può essere eseguita ponendone una piccola parte sulla lingua, così da attivare i recettori del gusto e dare l’informazione al Sistema Nervoso Centrale che quel nutriente o alimento si trova ora dentro il corpo.

La fiala test lavora sulla frequenza o ‘vibrazione’ della sostanza e della sua interazione con il campo energetico del corpo. Comunque, la risposta al Test Muscolare è simile.

Il Sistema Glinfatico

Il Sistema Glinfatico è essenzialmente il “servizio di pulizia” notturno del nostro cervello. È una scoperta relativamente recente che ha rivoluzionato il modo in cui intendiamo la salute cerebrale.

Proprio come il sistema linfatico pulisce il resto del corpo, il Sistema Glinfatico è una via di sbarco per i rifiuti metabolici del sistema nervoso centrale. Il suo compito principale è drenare le proteine tossiche, come la beta-amiloide (legata all’Alzheimer), che si accumulano durante la giornata.

Il meccanismo si basa sul liquido cerebrospinale (CSF). Il CSF viene spinto attraverso il tessuto cerebrale, “lavando” via i rifiuti dalle cellule. Questo processo è mediato dalle cellule gliali (da cui il nome “glinfatico”), in particolare dagli astrociti.

L’importanza del sonno

Il Sistema Glinfatico è quasi totalmente inattivo mentre siamo svegli. Si attiva drasticamente durante il sonno profondo: durante il riposo, le cellule cerebrali si rimpiccioliscono, aumentando lo spazio interstiziale. Questo permette al “flusso di pulizia” di scorrere molto più velocemente (fino a 10 volte di più rispetto alla veglia).

Perché è importante? Una cronica mancanza di sonno impedisce al cervello di “fare le pulizie”, portando a un accumulo di tossine che, nel lungo periodo, è associato al declino cognitivo e a malattie neurodegenerative.

La posizione nel sonno: Il potere del fianco
La ricerca suggerisce che la posizione laterale (dormire sul fianco) sia la più efficace per il trasporto glinfatico rispetto alla posizione supina (pancia in su) o prona (pancia in giù). Sembra che la gravità e l’allineamento del collo in questa posizione favoriscano un miglior deflusso venoso e linfatico dal cranio.

Un piccolo accorgimento tecnico: se dormi sul fianco, assicurati che il cuscino abbia l’altezza giusta per mantenere la colonna vertebrale e il collo allineati: un collo troppo inclinato può comprimere le vene giugulari, ostacolando l’uscita dei liquidi dal cervello.

Qualità del sonno (Onde lente)
Il sistema glinfatico non lavora in un sonno qualsiasi, ma durante il sonno profondo a onde lente (Non-REM).

  • Regolarità: Cerca di andare a dormire e svegliarti alla stessa ora per stabilizzare i ritmi circadiani.
  • Temperatura: Una stanza fresca (circa 18-19°C) favorisce l’entrata nel sonno profondo.
  • No Alcol: Anche se l’alcol aiuta ad addormentarsi, frammenta il sonno e riduce drasticamente la fase profonda, sabotando le pulizie notturne.

Idratazione e Alimentazione

  • Acqua: Il sistema glinfatico sposta fluidi. Se sei disidratato, la viscosità del liquido cerebrospinale cambia e il lavaggio è meno fluido.
  • Omega-3: Gli acidi grassi presenti nel pesce o nelle noci mantengono le membrane delle cellule gliali elastiche e funzionali.
  • Digiuno intermittente: Alcuni studi preliminari indicano che brevi periodi di digiuno possono stimolare l’autofagia e migliorare l’efficienza dei sistemi di pulizia cellulare.

Gestione dello stress e Respirazione
Il Sistema Glinfatico è modulato dal sistema nervoso autonomo. Lo stress cronico mantiene alto il tono simpatico (attacco o fuga), che tende a inibire il flusso glinfatico. Pratiche di respirazione profonda prima di dormire attivano il sistema parasimpatico, permettendo un migliore rilassamento per la notte.

Il suono rosa pulsato può essere utile per aumentare il rilassamento e favorire un sonno profondo di maggior qualità.

Attraverso il Riequilibrio Kinesiologico è possibile allentare gli stati di tensione e stress che impediscono il corretto funzionamento del Sistema Glinfatico migliorando anche la qualità del sonno.

Un libro di approfondimento sul Sistema Glinfatico.

Rilassamento e sonno profondo con il suono

Il Rumore Rosa Pulsato: Equilibrio e Ritmo per la Mente

Il rumore rosa è un segnale sonoro caratterizzato da una densità spettrale di potenza inversamente proporzionale alla frequenza. In termini semplici: contiene tutte le frequenze udibili dall’orecchio umano, ma con una maggiore energia nelle basse frequenze. Questo gli conferisce un suono profondo, caldo e pastoso, simile a quello della pioggia battente, del vento tra le fronde o del battito cardiaco.

Quando questo suono viene pulsato (ovvero interrotto o modulato a intervalli regolari), si trasforma in uno strumento riequilibrante ancora più potente.

I Benefici Principali

Miglioramento della Qualità del Sonno: Studi scientifici suggeriscono che il rumore rosa può sincronizzare le onde cerebrali, favorendo la fase di sonno profondo. La natura “pulsata” agisce come un metronomo biologico, aiutando il cervello a stabilizzarsi su ritmi rilassanti.

Aumento della Concentrazione: A differenza del silenzio assoluto (che può rendere ogni minimo rumore esterno una distrazione), il rumore rosa pulsato crea un “tappeto sonoro” che maschera le interruzioni ambientali, ideale per il lavoro cognitivo intenso.

Riduzione dello Stress: Le frequenze basse del rumore rosa hanno un effetto calmante sul sistema nervoso centrale. La pulsazione ritmica evoca una sensazione di sicurezza e prevedibilità, riducendo i livelli di cortisolo.

Utilizzo questo suono nelle sedute individuali in relazione al riequilibrio del Sistema Glinfatico del cervello. Questo suono genera un rilassamento profondo che aiuta la riattivazione ottimale di questo sistema di pulizia cerebrale dalle tossine e sostanze nocive.

Questo riequilibrio, insieme ad altre tecniche di Kinesiologia Specializzata, può servire a riportare la persona verso un sonno riposante e ristoratore.

Perché sceglierlo rispetto al Rumore Bianco?

Mentre il rumore bianco può risultare “tagliente” o fastidioso a lungo andare (per via dell’enfasi sulle alte frequenze), il rumore rosa è percepito dall’orecchio umano come più bilanciato e naturale. La versione pulsata aggiunge una dimensione dinamica che impedisce al cervello di abituarsi eccessivamente al suono, mantenendo alti i benefici nel tempo.

Per ottenere il massimo beneficio, l’ascolto del rumore rosa pulsato dovrebbe avvenire a un volume moderato/basso, tale da essere percepito come un sottofondo piacevole e non come un elemento disturbante.

Riequilibrio e prevenzione

Il riequilibrio kinesiologico permette il ripristino e la riorganizzazione delle risorse energetiche e fisiologiche del corpo, per ritrovare uno stato di benessere, preferibilmente duraturo e stabile. La potenzialità del riequilibrio, sta nell’evidenziare stress che ancora non si sono manifestati a livello fisico come disagio.

Quando una persona va dal kinesiologo, molto spesso, forse sempre, ha già disagi conclamati e magari da lungo tempo, anche più di uno. A seconda del tipo di problematiche che il corpo deve affrontare e a seconda dell’età della persona, il riequilibrio potrebbe avere bisogno di più o meno tempo per riportare le cose alla normalità, nel limite del possibile.

Qualsiasi tipo di stress che colpisce il corpo, da quelli fisici a quelli emotivi o chimici, abbassano i nostri livelli di risorse. Fino a che il corpo ha sufficienti risorse per rispondere ed adattarsi a questi stress, non sorge nessun tipo di problema. Quando le risorse vengono meno, si manifesta il disagio.

La kinesiologia può evidenziare queste aree di stress ed alleviarli prima ancora che ci siano disagi conclamati. Il valore della prevenzione è enorme! Non bisogna aspettare di stare male per rivolgersi ad un kinesiologo, è molto meglio individuare i punti deboli prima che subentri il problema, non solo intervenendo direttamente sull’energia del corpo con diverse tecniche o metodi, ma anche evidenziando abitudini o azioni controproducenti che abbassano le nostre risorse e che ‘remano contro’ di noi.

Pensa alla macchina, la teniamo bene, le facciamo fare dei controlli, chiamati tagliandi, e ogni due anni la revisione, anche se non si è rotto niente e sembra che la macchina sia a posto. Verificare se le pastiglie dei freni siano al limite e sostituirle prima che si rompano è molto meglio che intervenire una volta che si sono rotte, mentre stiamo guidando causando potenzialmente altri problemi. La stessa logica la dovremmo applicare al nostro corpo. L’automobile, nel limite delle proprie risorse economiche, si può cambiare, il nostro corpo no, ce lo teniamo dall’inizio alla fine. Il corpo è come l’automobile della nostra coscienza-mente-anima, è importante mantenerlo in salute e in perfetta efficienza.

Eseguire dei ‘controlli’ annuali con uno o due riequilibri è un buon metodo per aiutare il corpo a mantenersi in salute.

Maghi, imbonitori e saltimbanchi

Questo articolo vuole essere un’analisi su quanti utilizzano il test muscolare in modi discutibili e che rendono la pratica del test muscolare uno spettacolino da imbonitori.

Scrivo questo perché la Kinesiologia è una pratica seria, che può veramente essere di aiuto in moltissimi casi e mi piange il cuore e mi sanguinano gli occhi a vedere certe ‘cose’.

Ho visto e assistito diverse volte all’uso del test muscolare per verificare la capacità di ‘aumentare l’energia’ di qualche pendaglio, apparato magnetico o altri accrocchi vari. Non entro nel merito dell’efficacia o meno di questi aggeggi, su cui non posso dire nulla, ma entro nel merito dell’uso del test muscolare che certi personaggi fanno.

Ho visto usare il test del deltoide medio (il braccio teso, abdotto di 90°) come test dimostrativo. Ci sono due problemi di fondo sui risultati di queste dimostrazioni:

  • A tutte le persone, dico proprio a tutte, alle quali viene testato il braccio senza l’accrocchio magico in questione, il muscolo risulta scarico. Altamente improbabile in Kinesiologia.

  • Se trovo uno squilibrio muscolare come sopra, un Kinesiologo ne cerca la causa e interviene di conseguenza, senza far diventare la persona dipendente da un apparato esterno.

Andiamo per ordine.

In merito al primo punto, è altamente improbabile che tutte le persone testate abbiano di base lo stesso muscolo scarico. In Kinesiologia questo potrebbe essere un segno di “sostituto non intenzionale”, cioè il muscolo scarico è di chi esegue il test, ma ovviamente viene evidenziato dal muscolo del testato. Chi viene testato, in questo caso, fa da “sostituto” a chi esegue il test.

Non credo che sia questo il caso, qui magari abbiamo semplicemente una situazione di influenza ‘inconsapevole’ sul test per dimostrare qualcosa o per convincere ad acquistare l’oggetto, o peggio.

Bene, andiamo al secondo punto. Se il muscolo del malcapitato è scarico, perché cercare di vendergli un ninnolo dal quale potenzialmente potrebbe diventare dipendente? Il significato di queste dimostrazioni è: “Vedi? se non usi il pendaglio che ti propongo, il tuo corpo funziona male. Con il mio pendaglio, invece, la tua energia schizza alle stelle e puoi anche affrontare Tyson sul ring e magari metterlo KO”. Si crea dipendenza invece che rendere la persona consapevole e responsabile della propria salute.

Un Kinesiologo cerca di capire la causa che scarica quel muscolo, con tutto quello che può comportare, e riequilibrarlo senza che la persona diventi dipendente da qualcosa.

Usare un test muscolare non vuol dire fare Kinesiologia, e la Kinesiologia è molto di più di un test muscolare.

Un test da ‘sfera di cristallo’ è testare per verificare, ad esempio, se va bene organizzare in una certa data un evento o un corso. Non credo che il corpo abbia la capacità di prevedere il futuro, quello che si sta testando, in realtà, è se sia presente stress o meno nel pensare di fare quella cosa. Anche il sistema di credenze della persona entra in gioco in questo test e, perché no, pure quello di chi lo esegue.

Stendiamo un velo pietoso sul test muscolare fatto per vedere quanto deve pagare la persona a fine seduta.

La Kinesiologia è un metodo serio e valido ed è un vero peccato che venga pubblicizzato e utilizzato da qualche personaggio in modo semplicistico e a volte addirittura scorretto.

L’ideogramma WANG

Il logo del mio sito web è un ideogramma della scrittura cinese che si legge WANG: re, imperatore, monarca. Ho scelto questo ideogramma come logo perché può richiamare diversi concetti importanti sia di Kinesiologia che di Medicina Tradizionale Cinese.

L’ideogramma è formato da tre linee orizzontali unite al centro da una linea verticale. Per la cultura cinese, rappresenta un re (linea orizzontale in mezzo) che fa da tramite tra il cielo (linea sopra) e la terra (linea sotto). Io ci vedo anche un uomo che è in armonia con il celo e la terra, le due energie cosmiche primordiali, YIN e YANG. L’uomo, come tutte le cose che si manifestano in questa realtà, è formato dalle due polarità YIN e YANG che, se in equilibrio, gli permettono di essere in salute e quindi, si può dire, un ‘monarca’ di se stesso.

Anticamente, l’imperatore della Cina se non era in armonia con il cielo e la terra, le cose non andavano molto bene per il regno e quindi anche per il popolo. La stessa cosa vale per una persona, quando non c’è armonia o equilibrio, il corpo (e la mente di conseguenza) può sperimentare disagi di varia natura.

I tre Tesori della Medicina Tradizionale Cinese

L’ideogramma ricorda anche l’importanza di equilibrio dei tre Tesori della M.T.C. che sono forme di energia che danno vita al corpo e gli permettono di vivere in salute. Fanno parte delle cinque sostanze vitali insieme al Sangue e ai Liquidi Corporei: sono il JING, il QI e lo SHEN.

Sono tre energie di diversa densità, dove il JING è la parte più ‘YIN’ mentre lo SHEN quella più ‘YANG’ relativamente parlando.

JING

Il JING è l’essenza di ogni essere vivente, la parte più densa dell’energia del corpo, ed ha origine dai JING della madre e del padre durante il concepimento. Questa essenza rappresenta la nostra ‘batteria’ che dura tutta la vita, si consuma con l’avanzare dell’età e non può mai essere ricaricata. Quando il JING è esaurito, sopraggiunge la morte. L’unica cosa che è possibile fare è rallentare il più possibile il suo consumo. Questo JING prende il nome di JING del Cielo Anteriore. Poi esiste un altro tipo di essenza, distillata da Milza-Pancreas/Stomaco che è il JING del Cielo Posteriore, una forma di essenza che deriva dal cibo e dai liquidi ingeriti. Il JING dei Reni (conservato nei Reni) deriva dal JING del Cielo Anteriore e dal JING del Cielo Posteriore, ed ha una notevole importanza nella fisiologia umana. Il JING circola in tutto il corpo, specialmente negli otto canali straordinari. Il JING è la base costituzionale di un individuo, è coinvolto nella nascita, crescita e riproduzione ed è la base dei Tre Tesori.

Una vita regolata, con un giusto apporto di lavoro e riposo, un’alimentazione sana e una corretta attività fisica sono un buon modo per non depauperare il JING.

QI

Il QI è l’energia propriamente detta, ed assume varie forme nel corpo. Il QI viene principalmente estratto dal cibo dal sistema Milza-Pancreas/Stomaco (così come il JING del Cielo Posteriore) e prende il nome di Gu Qi (Qi del cibo). Il Gu Qi viene poi mandato verso i Polmoni e il Cuore per cominciare ad essere trasformato nelle varie forme di Qi più raffinate che serviranno agli scopi fisiologici del corpo, come ad esempio il nutrimento e la difesa da agenti nocivi. Il Qi scorre in tutto il corpo attraverso i Canali Energetici, da quelli più superficiali a quelli più profondi.

Una corretta alimentazione senza eccessi o carenze, e una funzionalità (in senso energetico) di Milza-Pancreas/Stomaco in equilibrio, permettono di estrarre il Gu Qi dai cibi in modo più efficace.

Il QI e il JING sono la base materiale allo SHEN.

SHEN

Lo SHEN è l’aspetto più etereo dell’energia del corpo. Rappresenta la nostra parte Mentale-Spirituale ed è legato molto alla nostra psiche e alla nostra intelligenza corporea, che è la parte fisiologica che sostiene tutte le funzioni del corpo che avvengono fuori dal nostro controllo conscio, ad esempio l’attuazione dei cicli di feedback per il mantenimento dell’omeostasi fisiologica, oppure il funzionamento del sistema immunitario.

Si potrebbe paragonare lo SHEN alla nostra anima, ma non è esatto. Lo SHEN ha sede nel Cuore ed è radicato dal Sangue. Sebbene sia principalmente connesso al Cuore, gli aspetti dello SHEN sono distribuiti in tutti i 5 Organi della Medicina Tradizionale Cinese:

  • Lo SHEN ha sede nel cuore, il nostro progetto di vita, la direzione che abbiamo deciso di manifestare in questa vita.
  • Lo HUN (anima eterea) ha sede nel Fegato, controlla il sonno e i sogni, la creatività.
  • Lo YI (intelletto, pensiero) ha sede nella Milza-Pancreas, correlato al pensiero, l’attività mentale, lo studio, ecc..
  • Lo ZHI (volontà) ha sede nei Reni e, come primo atto su questo mondo, esprime la volontà di vivere.
  • Il PO (anima corporea) ha sede nei Polmoni, tutto ciò che sottende alle nostre funzioni fisiologiche e, come dice il nome, è molto legato al corpo fisico.

Questi Tre Tesori devono essere in equilibrio per poter sperimentare una vita sana e felice. Un uomo con solide radici, una buona energia e una mente calma e in pace è, di fatto, un vero Re (di se stesso).

La Kinesiologia

L’ideogramma WANG, essendo formato da tre aspetti in armonia e collegati fra loro, ricorda il Triangolo della Salute della Kinesiologia, che rappresenta l’uomo in tutti i suoi tre aspetti inscindibili fra di loro: STRUTTURALE, BIOCHIMICO ed EMOZIONALE.

Quando pratichiamo il Riequilibrio Kinesiologico, il lavoro è svolto sulla persona, certamente non ignorando i sintomi che presenta, ma con lo scopo di aumentare le risorse energetiche e fisiologiche del corpo, valutando la presenza di stress e riequilibrando ogni suo aspetto. Questo consente al corpo di ritornare i modo più efficace verso una condizione di benessere e di equilibrio.

Per quanto riguarda l’apparato cranio-sacrale, l’ideogramma ricorda l’allineamento delle tre cavità dello scheletro: cranio, cassa toracica e pelvi. In Kinesiologia è importante l’equilibrio di queste tre aree e dei muscoli che le tengono in assetto.

Queste connessioni con l’ideogramma WANG sono, ovviamente, mie elucubrazioni mentali, che mi hanno portato a sceglierlo come immagine rappresentativa del lavoro di riequilibrio.

Le Parole hanno potere

Un concetto al quale nessuno pensa, è il ‘potere’ che hanno le parole che pronunciamo frequentemente. Ci capita spesso di ripetere sempre parole o frasi che hanno un effetto ‘depotenziante’ su di noi, che causano stress, visibile attraverso il test muscolare.

Alle volte utilizziamo frasi che ci sminuiscono, frasi più generali oppure frasi più specifiche in relazione a contesti o situazioni, come ad esempio ‘sono proprio un disastro in matematica’ oppure ‘sono un imbranato’ e lo diciamo quando qualcosa va storto oppure quando non riusciamo nell’attività nella quale siamo impegnati.

Queste frasi, purtroppo, se ripetute spesso, ci impediscono di vedere e sviluppare il nostro potenziale autentico. Invece di dire ‘sono un disastro in matematica’ sarebbe meglio dire ‘sto imparando la matematica’, accentando il fatto di commettere errori o di non avere ancora capito bene una regola o un metodo.Se la prima frase ‘definisce’ (sono così e non posso farci nulla…), nella seconda c’è la possibilità di crescita e miglioramento.

Una parola classica depotenziante è la parola DEVO. ‘Devo’ contiene in se l’impossibilità di ‘scelta’, cioè di LIBERTA’, come se ci fossero imposizioni dall’esterno. E’ facile che questa parola ci crei stress, perchè sottintende che non siamo liberi di scegliere.

E’ vero che a volte è necessario svolgere dei compiti che non abbiamo voglia di fare (questo quando è strettamente necessario), ma molte volte utilizziamo la parola ‘devo’ anche quando ciò comporta una nostra libera scelta. Ad esempio ‘devo andare in palestra’, ‘devo andare a giocare con gli amici’, ‘stasera devo andare al cinema’, ecc.. sono attività piacevoli che vogliamo fare, ma che sembra che qualcuno ci sta imponendo di fare.

In questi casi la sostituzione nel nostro linguaggio di ‘devo’ con ‘ho voglia di’, oppure semplicemente togliere ‘devo’ dalla frase (‘stasera vado al cinema’, ad esempio), ci aiuta a non perdere energie e ha farci sentire liberi di scegliere. Quante volte usate la parola ‘devo’ anche quando non c’è nessuno che vi ‘punta il fucile contro’?

Cambiare il nostro modo di parlare non è semplice, anche questo è un’abitudine, e come tale difficile da modificare. Con un lavoro di consapevolezza e costanza (volontà), è possibile. Eliminando le frasi stressanti (soprattutto quelle abitudinarie) possiamo aumentare le nostre risorse e la nostra energia.