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Il Sistema Glinfatico è essenzialmente il “servizio di pulizia” notturno del nostro cervello. È una scoperta relativamente recente che ha rivoluzionato il modo in cui intendiamo la salute cerebrale.
Proprio come il sistema linfatico pulisce il resto del corpo, il Sistema Glinfatico è una via di sbarco per i rifiuti metabolici del sistema nervoso centrale. Il suo compito principale è drenare le proteine tossiche, come la beta-amiloide (legata all’Alzheimer), che si accumulano durante la giornata.
Il meccanismo si basa sul liquido cerebrospinale (CSF). Il CSF viene spinto attraverso il tessuto cerebrale, “lavando” via i rifiuti dalle cellule. Questo processo è mediato dalle cellule gliali (da cui il nome “glinfatico”), in particolare dagli astrociti.
L’importanza del sonno
Il Sistema Glinfatico è quasi totalmente inattivo mentre siamo svegli. Si attiva drasticamente durante il sonno profondo: durante il riposo, le cellule cerebrali si rimpiccioliscono, aumentando lo spazio interstiziale. Questo permette al “flusso di pulizia” di scorrere molto più velocemente (fino a 10 volte di più rispetto alla veglia).
Perché è importante? Una cronica mancanza di sonno impedisce al cervello di “fare le pulizie”, portando a un accumulo di tossine che, nel lungo periodo, è associato al declino cognitivo e a malattie neurodegenerative.
La posizione nel sonno: Il potere del fianco La ricerca suggerisce che la posizione laterale (dormire sul fianco) sia la più efficace per il trasporto glinfatico rispetto alla posizione supina (pancia in su) o prona (pancia in giù). Sembra che la gravità e l’allineamento del collo in questa posizione favoriscano un miglior deflusso venoso e linfatico dal cranio.
Un piccolo accorgimento tecnico: se dormi sul fianco, assicurati che il cuscino abbia l’altezza giusta per mantenere la colonna vertebrale e il collo allineati: un collo troppo inclinato può comprimere le vene giugulari, ostacolando l’uscita dei liquidi dal cervello.
Qualità del sonno (Onde lente) Il sistema glinfatico non lavora in un sonno qualsiasi, ma durante il sonno profondo a onde lente (Non-REM).
Regolarità: Cerca di andare a dormire e svegliarti alla stessa ora per stabilizzare i ritmi circadiani.
Temperatura: Una stanza fresca (circa 18-19°C) favorisce l’entrata nel sonno profondo.
No Alcol: Anche se l’alcol aiuta ad addormentarsi, frammenta il sonno e riduce drasticamente la fase profonda, sabotando le pulizie notturne.
Idratazione e Alimentazione
Acqua: Il sistema glinfatico sposta fluidi. Se sei disidratato, la viscosità del liquido cerebrospinale cambia e il lavaggio è meno fluido.
Omega-3: Gli acidi grassi presenti nel pesce o nelle noci mantengono le membrane delle cellule gliali elastiche e funzionali.
Digiuno intermittente: Alcuni studi preliminari indicano che brevi periodi di digiuno possono stimolare l’autofagia e migliorare l’efficienza dei sistemi di pulizia cellulare.
Gestione dello stress e Respirazione Il Sistema Glinfatico è modulato dal sistema nervoso autonomo. Lo stress cronico mantiene alto il tono simpatico (attacco o fuga), che tende a inibire il flusso glinfatico. Pratiche di respirazione profonda prima di dormire attivano il sistema parasimpatico, permettendo un migliore rilassamento per la notte.
Il suono rosa pulsato può essere utile per aumentare il rilassamento e favorire un sonno profondo di maggior qualità.
Attraverso il Riequilibrio Kinesiologico è possibile allentare gli stati di tensione e stress che impediscono il corretto funzionamento del Sistema Glinfatico migliorando anche la qualità del sonno.